usaisLa rivista digitale Resumen latinoamericano ha riferito nella sua edizione del 7 marzo che in Tal Abata, un sobborgo di Mosul, le truppe irachene hanno arrestato tre consiglieri militari di ISIS (il cosiddetto Stato islamico) che avevano  passaporti USA e di  Israele.

La notizia non ha creato sorpresa a Baghdad, il cui governo è un alleato degli Stati Uniti.
Giorni prima, il servizio di sicurezza irachena ha comunicato che armi di fabbricazione israeliana sono spesso utilizzate dai combattenti jihadisti.
Uno degli ultimi casi si sono verificati nella città di Al Ramadi. Come le hanno ottenute?

Una situazione ancora più grave è stata discussa in Parlamento a Baghdad.
Il tema era la denuncia che aerei da guerra statunitensi hanno lanciato armi nei campi e dove erano concentrate milizie jihadiste.
L'opposizione al governo sostiene che situazioni come queste suggeriscono che, nonostante la sua critica del jihadismo, Washington e Tel Aviv agiscono come loro complici.
Scrittori come l'australiano John Pielger hanno accusato gli Stati Uniti di avere una politica doppia in relazione all'organizzazione terroristica.
Le sue forze aeree bombardano (in realtà con scarso successo) le aree occupate dall'ISIS, ma molti dei combattenti jihadisti, autori di crimini mostruosi, hanno ricevuto addestramento militare dal SAS britannico e dalla CIA.
Il presidente Obama e il Pentagono non hanno commentato finora il sequestro di passaporti americani a consiglieri militari dell'organizzazione terroristica.

 

Fonte: http://www.odiario.info/?p=3579

Traduzione di Antonio Lupo

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