ynscGLI SCIACALLI E I PROFITTATORI DELLO SCONTRO DI CIVILTÀ.
ALCUNE CONSIDERAZIONI NECESSARIE DOPO PARIGI
di Giorgio Riolo 

È il momento della retorica ributtante, del fiume di parole, del circo mediatico scatenato e senza freni, dei manipolatori di professione. I dominanti imperiali sono all'opera. Stregoni, non più apprendisti da molto tempo ormai, suscitatori, creatori e finanziatori di mostri, che qualche volta si rivoltano e non sono più controllabili a piacimento, per scatenare guerre “umanitarie”, “per la democrazia”, “per portare la libertà”. In Afghanistan, in Iraq, in Siria, in Libia, ovunque.
Dominanti assassini per il controllo del petrolio, del gas, delle materie prime, per il controllo geopolitico di aree strategiche del pianeta.
Il quadretto di capi di stato, ipocriti, cinici e manipolatori, è la rappresentazione viva di quello che oggi è in atto. I mandanti del massacro sociale nei paesi europei, e occidentali in generale, e dei massacri reali in altre aree del mondo, che sfilavano a Parigi, davanti alla folla immensa di persone mosse dall'emozione, da sentimenti e da pensieri, giusti e umani, di fraternità, di solidarietà, di pace. Alcune considerazioni si impongono.
In primo luogo, quella che Judith Butler, la filosofa femminista statunitense di origini ebraiche, benemerita attivista, non solo per i diritti delle donne, ma anche per i diritti sociali e per i diritti dei palestinesi, ha acutamente definito “indignazione ineguale”.
Peculiare di noi occidentali, a fronte delle anonime, silenziose morti e stragi di bambini, vecchi, donne in Afghanistan, in Iraq, in Siria, a Gaza e nelle altre periferie del mondo. Nessuna retorica, nessun scatenamento dell'ignobile giornalismo servile, nessun richiamo ai pretesi valori universali.
In secondo luogo, i cosiddetti valori universali dell'autoproclamata civiltà occidentale sono spesso il retroterra su cui poggia il fondamentalismo occidentale, a cui si contrappongono, ma in realtà si specchiano, in “solidarietà antitetico-polare”, direbbe Lukács, altri fondamentalismi, negatori di libertà, opprimenti, odiosi, assassini. La imperfetta secolarizzazione, il progressismo e il laicismo branditi come armi, come scimitarre, la dissacrazione e la continua irrisione, tipiche del postmodernismo, anche e soprattutto “di sinistra”, delle religioni, comportano problemi gravi per il futuro della civiltà umana planetaria.
In gioco non sono solo gli aspetti ignobili e opprimenti la dignità umana che le religioni positive, storiche, in prima fila quelle della filiazione giudaico-cristiana, cattolica in specie, e della filiazione islamica, portano in grembo. Religioni positive e storiche che, occorre ricordarlo sempre, dialetticamente hanno espresso anche, in robuste correnti teologiche e sociali, movimenti di emancipazione, di liberazione.
Le teologie della liberazione, in ambito cristiano, ma anche islamico, lo testimoniano.
Un conto era la sacrosanta battaglia illuministica settecentesca contro l'oscurantismo, la barbarie dell'Inquisizione, del gesuitismo, del Papato, delle orribili gerarchie ecclesiastiche, un conto è il voler estendere a tutto il mondo, a tutte le culture umane questo corredo di pensiero, nato in un preciso hic et nunc. Foriero di una rivoluzione politica, quella francese, che poi doveva alimentare
la rivoluzione sociale ottocentesca e novecentesca di cui noi rivendichiamo la filiazione.

Un conto è oggi. Dove abbiamo chiaro come la religione, re-ligio, è un aspetto fondamentale della dimensione comunitaria presso le varie, diversissime, culture umane. Come essa rappresenti e alimenti il legame comunitario, condivisibile o meno, degli esseri umani tra loro e tra l'umanità e la natura, il creato ecc. Nessuna irrisione potrà cancellare questo. Nessun sarcasmo potrà occultare tutto ciò.
Il laicismo volgare non potrà mai cancellare questo, nella testa e nei cuori di molti esseri umani.

È sempre la prospettiva che cambia tutto. Vista con gli occhi e con la sensibilità delle vittime delle periferie del mondo, delle vittime del colonialismo, dell'imperialismo, degli orrori occidentali, in primo luogo l'olocausto negro e l'olocausto indio, le cose cambiano.
È per questo che giustamente molti, in Occidente, ma soprattutto nelle periferie del mondo, “non si sentono Charlie”. Je ne suis pas Charlie.
Fermo restando il sacrosanto diritto alla libertà di stampa, del pensiero, il diritto alla vita di tutti, dei suoi redattori e delle altre vittime dei fatti di Parigi in primo luogo.
Giustamente in queste periferie, anche parigine, molti sottolineano la ignobile farsa di chi pretende che un mussulmano debba giustificarsi, debba dire “je suis Charlie”.
È l'equivalente di chi pretendesse che noi milanesi, italiani, occidentali dovessimo dire, a ogni pie' sospinto, nel passato e oggi, che noi non c'entriamo niente con Bush, con Abu Ghraib, con Guantanamo, con Netanyahu, con l'apartheid sudafricano, con il colonialismo, con l'Inquisizione, con la tratta degli schiavi, con i tanti olocausti della storia e via elencando.
L'ipocrisia è sempre all'opera. “È mussulmano, ma è bravo”, come un tempo ci sentivamo dire “è meridionale, ma è bravo”.
Un Pasolini redivivo ci ricorderebbe che ci sono più cose in cielo e in terra di quanto la nostra sicumera occidentale e consumistica predica, impone, esige.
L'immane omologazione in atto vede invece un mondo strutturalmente ferocemente, pervicacemente, totalmente, manicheisticamente, ineguale, disomogeneo, diviso, fratto, spaccato.
La violenza dei dominanti ha spesso questo carattere impersonale, tecnico, come ridurre in un falò, in cenere, esseri umani, con un comando a distanza, con un aereo, un drone, con una decisione presa mentre si sorseggia un tè, si ascolta musica classica o si discorre amabilmente tra “signori per bene”. La turlupinatura e l'ipocrisia profonda insita in tutto ciò non deve farci dimenticare gli interessi di questi dominanti. In un tornante storico nel quale l'accumulazione del capitale, la produzione per la produzione, la rapina delle risorse e la distruzione ambientale, la politica di potenza per il controllo geostrategico mostrano ormai alla civiltà umana il loro vero volto.
E mostrano ormai la data di scadenza a cui è giunta la civiltà umana, la vita nel pianeta.
Lo scontro di civiltà e il teatrino messo in atto a Parigi costituiscono una potente diversione ad uso dei dominanti, dei moderni colonizzatori. È subito scattato il richiamo, a destra e a sinistra, al paradigma sicuritario, “meno libertà e più sicurezza”, la rivendicazione di più spese militari, più forze di polizia, più controllo delle frontiere ecc.
Arruolarci in questa potente diversione è la nostra più grave sconfitta.
Il risultato è quello atteso, sempre dai dominanti. Meno democrazia, meno giustizia sociale, meno emancipazione, meno illuminismo, meno cultura.

lunedì 12 gennaio 2015

 

ESPECIAL FRANCIA

unnamedUnidad reaccionaria en la marcha de París con nuevos “invitados” que fortalecen a la derecha

Resumen Latinoamericano
Guillermo Iturbide
La Izquierda a Diario 

Como ya anticipamos en este diario, la marcha que finalmente tuvo lugar hoy en las calles de París en repudio al atentado contra la revista Charlie Hebdo el pasado miércoles, tuvo un carácter reaccionario por el sentido de quienes la convocaron y encabezaron.

A la presencia de los principales líderes imperialistas europeos, como Hollande, el expresidentte Sarkozy, David Cameron, Mariano Rajoy, Angela Merkel, autoridades de Turquía y muchos otros, se sumaron, como para que no queden dudas del contenido, hasta el primer ministro israelí Benjamín Netanyahu y el presidente de la Autoridad Palestina Mahmoud Abbas.

No obstante, a muchos de sus participantes los puede haber motivado el sentimiento de repudio a los atentados. Nada de esto interesa realmente a los jefes de Estado de los países imperialistas más que el cálculo político de cómo hacer pesar en la balanza haber encolumnado a millones de personas detrás de lo más granado de la reacción mundial, mientras se diseñan y se escriben en estas horas numerosas iniciativas de reformas a los sistemas de inmigración para favorecer la expulsión de inmigrantes y refugiados y de ataques a las libertades de reunión, organización y hasta, incluso, de expresión, mal que les pese a los supuestos defensores de la libertad de prensa… siempre que esta sirva para atacar a los sectores más oprimidos de la población europea.

Como señala The New York Times hoy, Hollande se reunió previamente con el presidente de las instituciones de judías de Francia, donde le prometió que, de ser necesario, sacaría el ejército a las calles para “defender” a los 500 mil judíos de Francia. A la manera constante del discurso de las potencias imperialistas europeas, hay una campaña mediática feroz, “metiendo por la ventana” un nuevo y muy importante matiz a la campaña reaccionaria islamofóbica reinante: transformar el atentado en un “ataque antisemita” (utilizando como pretexto hechos derivados, como el asalto por parte de los supuestos perpetradores a un supermercado judío de París y el estallido de un coche bomba frente a una sinagoga) y así salir a la defensa del Estado de Israel, el gendarme número uno del imperialismo en Medio Oriente, que busca desde hace tiempo legitimidad para escalar sus ataques militares contra la Franja de Gaza y fortalecerse como agente regional del orden, en un momento en que EE.UU y la Unión Europea necesitan poner orden ante la emergencia del Estado Islámico y la debilidad general de los Estados en la zona. Ayer el presidente francés Manuel Valls declaró que Francia ya está “en guerra” con el Islam radical.

Por otra parte la prensa europea está transformando los famosos dibujos contra el Islam de Charlie Hebdo como un emblema legitimador para continuar y profundizar su campaña racista. El hebdomadario satírico francés, conscientemente o no, con este tipo de “humor” objetivamente venía llevando agua para el molino de esta campaña ya antes de los ataques. La republicación masiva de estas caricaturas a los largo de la prensa del continente está pensada como un burdo gesto provocador de parte del “racismo de Estado” de los países imperialistas contra los pueblos oprimidos de Medio Oriente, tratando de cubrirse con el discurso de “llevar al extremo” la libertad de expresión. Al mismo tiempo, según la policía, estas provocaciones ya han tenido sus primeros resultados (como sucedió contra un diario alemán que republicó los dibujos) llevando a ataques de menor escala atribuidos a grupos yihadistas, en una espiral totalmente funcional a los interesas de la derecha islamófoba de radicalizar los ataques contra los inmigrantes, los trabajadores y los pobres.

Hoy domingo, según The NY Times, el ministro del interior francés Bernard Cazeneuve está avanzando en medidas de seguridad para controlar más aún los flujos de información y datos vía internet y afiatar más el sistema de espionaje y represión.

En su cobertura de la marcha de hoy en París, The Guardian cita fuentes francesas que estiman que fue la manifestación más numerosa de la historia del país, con 3 millones de personas en la calle, más que la que se realizó en París tras la liberación de la ocupación nazi por parte de las tropas aliadas al final de la Segunda Guerra Mundial.

El corresponsal del Frankfurter Allgemeine Zeitung que cubre la manifestación escribe extasiado: “En la marcha por las víctimas de los ataques terroristas en París las masas apenas se mueven. El estado de ánimo aparece más aliviado y casi alegre. El hecho de que tantas personas hayan participado es un signo más de esperanza”. El diario de los bancos de Frankfurt establece la cantidad de participantes de la manifestación en 1,5 millones, la mitad de lo que dice el Guardian de Londres, y a renglón seguido publica una foto de Angela Merkel abrazándose con Hollande como en un gesto de “alivio”.

Continúa el diario alemán: “El Mekki, un químico de 47 años que trabaja en una gran compañía farmacéutica francesa discute con una mujer de piel oscura a su lado. La mujer le cuenta que en su trabajo fue cuestionada a causa de su fe musulmana. “Sí, ya sé lo que quieres decir, pero hoy estamos unidos contra los extremistas. La mayoría silenciosa dejó de ser silenciosa”, dijo el francés, que nació en Marruecos y llegó a Francia con cinco años de edad. Su mujer quería quedarse con sus tres hijos en el hogar, “tiene miedo”. Pero el padre fue para demostrar presencia. Como miembro de la central sindical CGT participa a menudo de manifestaciones rutinarias y organizadas, por trabajo o por conflictos políticos. Pero hoy es diferente: “Se trata de nuestros valores, los que los musulmanes aquí en Francia compartimos con todos los de los demás países”, dice Mekki y añade que preferiría olvidar y hacer a un lado la presencia del primer ministro israelí, Benjamin Netanyahu, a quien rechaza.”


Una foto de la marcha de París genera polémica

Marcha presidentesEsta foto de los cerca de 50 líderes políticos de todo el mundo que participaron en la marcha de apoyo al pueblo francés contra el terrorismo se convirtió en una imagen simbólica de este histórico día que reunió al menos 3,7 millones de personas en toda Francia, informa 'Huffington Post'.

Sin embargo, una instantánea de 'Le Monde' ha generado polémica. El periódico francés divulgó en Twitter una foto sacada desde otro ángulo que evidencia que los políticos están posando ante las cámaras separados de la multitud.

Marcha presidentes 1Aunque la medida de 'aislar' a los dirigentes se habría tomado para garantizar su seguridad, en las redes sociales han aparecido acaloradas críticas hacia los líderes, a los que acusan de hipocresía.


EN FRANCIA SE DECIDE MAYOR CONTROL SOCIAL SOBRE LA POBLACIÓN

​ Duras criticas a Netanyahu por aprovecharse de atentados de París para atraer a judíos
HispanTV, 11 de enero de 2015 – La Asociación Europea de Judíos (EJA), ha criticado categóricamente este domingo el llamado del régimen de Israel que busca aprovechar los recientes ataques terroristas registrados en Francia, para atraer colonos a los territorios palestinos ocupados.
El director general de la EJA, Menajem Margolin, ha lamentado que después de cada atentado de este tipo que ocurre en Europa, el régimen de Israel emite las mismas declaraciones para atraer colonos en vez de fortalecer la seguridad de los judíos que viven en el continente viejo.
Asimismo, Margolin ha asegurado que en realidad, "la mayoría de los judíos europeos no planean emigrar" a los territorios ocupados palestinos.
La emigración de los judíos a los territorios palestinos no es una solución para combatir el terrorismo, ni tampoco la expulsión de los residentes de la Franja de Gaza de sus hogares. El régimen de Tel Aviv debe cesar estas llamadas, ha enfatizado Margolin.
Este tipo de campañas, a su juicio, debilitan a las comunidades judías que "tienen el derecho a vivir con seguridad dondequiera que estén".
Hombres armados y encapuchados asaltaron el pasado miércoles las oficinas de Charlie Hebdo después de que la revista francesa publicara un tuit con una viñeta satírica sobre Ibrahim al-Samarrai, alias Abu Bakr al-Bagdadi, líder del grupo takfirí EIIL (Daesh, en árabe). El atentado dejó 12 personas muertas y una decena de heridos.
El sábado, el primer ministro del régimen israelí, Benjamin Netanyahu, pidió a los judíos que se trasladen a vivir en los territorios palestinos ocupados.
De hecho, el régimen israelí vive con la necesidad constante de atraer desde distintos puntos del planeta a nuevos inmigrantes para sostener la ocupación de Palestina.
En 2014, Francia -que alberga la mayor población de confesión judía de Europa, en torno a 500.000 personas- fue el primer país desde donde se trasladaron los inmigrantes para vivir en los territorios palestinos, con 4500 personas.
Distintos historiadores atribuyen a las redes de terrorismo sionista varios atentados cometidos a principios de la década de 1950 en Bagdad, capital iraquí, contra la comunidad judía local para promover la emigración hacia Palestina.

Diario estadounidense vincula a los hermanos Kouachi con los servicios secretos franceses

KouachiPor Red Voltaire - diario estadounidense McClatchy anuncia que los hermanos Kouachi, identificados por las autoridades francesas como ejecutores del ataque contra el semanario satírico Charlie Hebdo, y Mohammed Mehra [1] fueron reclutados por el francés David Drugeon, identificado como el especialista en explosivos de Khorasan, organización señalada recientemente como un subgrupo de al-Qaeda.
El año pasado, este mismo diario estadounidense revelaba la existencia de un francés llamado David Drugeon y el papel de este individuo dentro de la organización de al-Qaeda en Siria. McClatchy afirmaba entonces que David Drugeon era miembro de los servicios secretos franceses.
El Pentágono confirmó posteriormente que Drugeon era considerado como un blanco prioritario. En París, el ministerio francés de Defensa se apresuró entonces a declarar oficialmente que Drugeon nunca trabajó para sus servicios.
El 6 de noviembre de 2014, Fox News anunciaba que David Drugeon había muerto en un ataque estadounidense con drone en Samarda, Siria. Fox News reiteraba entonces que Drugeon trabajaba para los servicios secretos de Francia.
En un artículo de son corresponsal en Irak, el diario estadounidense McClatchy analiza las imágenes y videos del ataque perpetrado en París contra la publicación satírica Charlie Hebdo. El cotidiano concluye que los hermanos Kouachi tienen experiencia en situaciones de guerra o que recibieron al menos algún tipo de entrenamiento militar. También sugiere una posible responsabilidad de los servicios secretos franceses en el caso de los hermanos Kouachi y, anteriormente, en el caso de Mohammed Mehra.
El mencionado artículo de McClatchy figuraba el 8 de enero de 2015 en la revista de prensa interna del Pentágono.

Notas:
[1] Mohammed Merah, 26 años, de nacionalidad francesa y descendiente de inmigrantes argelinos, presunto responsable de las muertes de 7 personas en 3 ataques terroristas cometidos en Francia en marzo de 2012, fue abatido en su apartamento por la policía francesa después de 30 horas de asedio.

 

Supuesto atacante parisino dice ser miembro del Estado Islámico en un video póstumo

SospechosoRussia Today - Han publicado un video en el que un hombre, que se asemeja físicamente al abatido autor del ataque a un supermercado judío en París, Amedy Coulibaly, dice ser miembro del Estado Islámico, informa AFP.
En la grabación, el hombre también se atribuye la responsabilidad por el asesinato de una policía en Montrouge y asegura estar en contacto con los hermanos Kouachi, que atacaron a la sede de 'Charlie Hebdo'.
En el video titulado 'Soldado del califato', Coulibaly, conocido también como 'Abou Bassir Abdallah Al-Ifriqip', habla en tiempo pasado, lo que sugiere que la grabación tuvo lugar después de que había asesinado a tiros a una policía el jueves y antes de su ataque el viernes.
Además de ser responsable de matar a la policía, Coulibaly afirma estar detrás de la muerte de "cinco judíos" asegurando que también había colocado una bomba en un coche en París.
De momento no está claro quién filmó y editó el video. El diario 'Le Monde' informó que la Fiscalía de París solicitó la retirada de la grabación de YouTube.
Durante el secuestro, Amedy Coulibaly dijo a sus rehenes que ellos mismos tenían la culpa de haber sido secuestrados por elegir y apoyar a Gobiernos que implementan políticas antiislamistas.
El islamista fue abatido este viernes por las fuerzas de seguridad francesas en medio de la operación de liberación de los rehenes del supermercado. La pareja y supuesta cómplice de Coulibaly, Boumeddiene Hayat, está siendo buscada por la Policía y al parecer estaría en Turquía o Siria.
Para ver el video ir a http://actualidad.rt.com/actualidad/162890-atacante-paris-coulibaly-estado-islamico-video

Paul Craig Roberts: "Ataque contra 'Charlie Hebdo' fue una operación de falsa bandera"

RobertsRussia Today - El exsubsecretario del Tesoro de EE.UU., Paul Craig Roberts, asegura que el ataque terrorista contra la sede de 'Charlie Hebdo' en París fue una operación de bandera falsa "diseñada para apuntalar el estado vasallo de Francia ante Washington".
"Los sospechosos pueden ser tanto culpables como chivos expiatorios. Basta recordar todos los complots terroristas creados por el FBI que sirvieron para hacer la amenaza terrorista real para los estadounidenses", escribió Roberts en un artículo publicado en su sitio web.
El politólogo afirmó que las agencias estadounidenses han planeado las operaciones de falsa bandera en Europa para crear odio contra los musulmanes y reforzar la esfera de influencia de Washington en los países europeos.
"La Policía encontró el carnet de identidad de Said Kouachi en la escena del tiroteo [cerca de la sede de 'Charlie Hebdo']. ¿Les suena familiar? Recuerden que las autoridades afirmaron haber encontrado el pasaporte intacto de uno de los presuntos secuestradores del11-S entre las ruinas de las torres gemelas. Una vez que las autoridades descubren que los pueblos occidentales estúpidos van a creer cualquier mentira transparente, van a recurrir a la mentira una y otra vez", dijo Roberts.
El anuncio de la Policía del hallazgo del carnet claramente apunta a que "el ataque contra 'Charlie Hebdo' fue un trabajo interno y que las personas identificadas por la NSA como hostiles a las guerras occidentales contra los musulmanes van a ser incriminadas por un trabajo interno diseñado para devolver a Francia bajo el pulgar de Washington", dijo el politólogo.
Asimismo, Roberts dijo que la economía francesa está sufriendo por las sanciones impuestas por Washington contra Rusia. "Los astilleros se ven afectados al no poder entregar los pedidos rusos debido a la condición de vasallaje de Francia ante Washington", explicó y agregó que "otros aspectos de la economía francesa están siendo impactados negativamente por las sanciones que Washington obligó a sus Estados títeres de la OTAN a aplicar contra Rusia".

Inteligencia argelina advirtió a Francia sobre un inminente ataque terrorista

Ataque 2Por Red Voltaire, 9 de enero de 2015 - Los servicios secretos argelinos advirtieron a sus colegas franceses sobre un inminente atentado terrorista un día antes de que se produjera el ataque contra la sede del semanario satírico Charlie Hebdo, informó la cadena francesa iTele.
«El 6 de enero, los servicios secretos argelinos advirtieron a sus homólogos franceses que una operación terrorista estaba preparándose en el territorio francés», reveló este viernes el editor jefe de la cadena francesa iTele.
Según Menget, los hermanos Kouachi (de origen argelino), presuntos ejecutores del ataque que se saldó con la muerte de 12 personas en el centro de París, pertenecen a la célula terrorista «Buttes-Chaumont», que «está directamente vinculada con al-Qaeda» y que principalmente cuenta con miembros franceses de origen argelino.
Desde el año 2001 dicha célula, liderada por el predicador Farid Benyettou, trataba de «preparar una gran operación». Benyettou reclutaba a los futuros yijadistas, que luego fueron a entrenarse al Medio Oriente. Los hermanos Kouachi recibieron su entrenamiento militar en Yemen.

Notas:
[1] Intelectual francés, presidente-fundador de la Red Voltaire y de la conferencia Axis for Peace. Sus análisis sobre política exterior se publican en la prensa árabe, latinoamericana y rusa. Última obra publicada en español: La gran impostura II. Manipulación y desinformación en los medios de comunicación (Monte Ávila Editores, 2008).


Miles de alemanes se manifiestan contra Islamofobia

AlemaniaResumen Latinoamericano, 10 de enero de 2015 - Al menos 35.000 personas se han volcado este sábado a las calles de la ciudad de Dresde, en el este de Alemania, para protestar contra el movimiento derechista xenófobo PEGIDA.
El acto de protesta organizado por grupos cívicos y colectivos religiosos ha tenido lugar ante la Frauenkirche, la iglesia más emblemática de Dresde, destruida por los bombardeos de la II Guerra Mundial y reconstruida con donativos de todo el mundo.
Los participantes en el evento, además de refutar las marchas antislámicas llevadas a cabo durante las últimas semanas por PEGIDA en esta ciudad, han gritado lemas como “no dejaremos que el odio nos divida”.
Asimismo, han portado pancartas con frases como: “Ayudamos a todos los refugiados musulmanes”, “Alemania es para todos” y “ todos reímos en el mismo idioma”.

Para leer el artículo completo ir a http://www.resumenlatinoamericano.org/?p=7676

Stella Calloni: “Si quieren combatir al terrorismo deben investigar a la OTAN”

stellacalloniPor Juan Ciucci, 9 de enero de 2015
La periodista Stella Calloni reflexiona sobre el atentado a la revista Charlie Hebdo. "Me parece muy simplista, muy burdo, que por una foto de Mahoma se quiera atribuir automáticamente el hecho a islamistas".

-APU: ¿Cuál es su opinión sobre el atentado?
-Stella Calloni: Es una situación muy trágica. Golpea a un grupo de personas vinculadas con la cultura. Ha tenido una gran repercusión en el mundo. Ha sido, naturalmente, repudiado por todos. Es un hecho conmovedor. Se puede aceptar o no el tipo de humor de la revista, pero eso no tiene nada que ver con repudiar lo que ha pasado que es verdaderamente muy trágico.
-APU: Ahora empiezan las especulaciones sobre los autores del atentado.
-SC: Me parece muy simplista, muy burdo, que por una foto de Mahoma se quiera atribuir automáticamente el hecho a islamistas. Estamos perdiendo de vista muchas situaciones que se dieron durante mucho tiempo en Europa. Por ejemplo, la OTAN tenía un ejército secreto que llevó adelante operaciones en la región que mataron a muchas personas. Sobre ese terrorismo nadie ha actuado, excepto algún valiente juez italiano. Hoy sabemos que varios atentados que fueron atribuidos a las Brigadas Rojas fueron realizados por ese ejército. Eso está comprobado. Por otro lado, hay que analizar un hecho ocurrido en enero de 2013 cuando un comando similar asesinó a tres dirigentes kurdos en París. No se está analizando la posibilidad de que pueda ser un comando de falsa bandera el que realizó el atentado. Evidentemente es un comando entrenado militarmente, con un armamento como el que utiliza Al Qaeda o el Estado Islámico, grupos que fueron creados por los servicios secretos de Estados Unidos, Inglaterra e Israel. Eso ha sido estudiado por investigadores europeos muy serios. Tenemos que exigir que se descubra a los verdaderos responsables del atentado. Es un momento clave. Esto nos puede pasar a nosotros, nos pueden hacer atentados de falsa bandera para justificar que ingresemos a determinadas guerras. Esto ocurre después que la Corte Penal Internacional aceptó a Palestina, en el mismo momento que ese Estado es reconocido por toda Europa. No tenemos que atarnos al carro de la desinformación.
-APU: En ese contexto: ¿cómo analiza la cumbre a la que ha convocado Francia “contra el terrorismo”?
-SC: Esto está evidenciando lo que estoy diciendo. La inteligencia francesa ha participado en la destrucción de países, como Libia (donde no dejaron nada), Irak o Siria. Esto lleva a aumentar las intervenciones e invasiones para lograr lo que ellos sueñan: un Medio Oriente controlado por la OTAN. Quieren países ocupados militarmente. Si Francia llama a una cumbre antiterrorista tiene que investigar a la OTAN y su actuación durante el último medio siglo. Si quieren combatir al terrorismo se tienen que combatir a ellos mismos, desde adentro. Hay que evitar que esta situación lleve a convalidar un avance hacia una tercera guerra mundial, que lleve a la desaparición de la humanidad, como tantas veces describió Fidel Castro.
-APU: ¿Cuál es su visión sobre el Estado Islámico?
-SC: Hay muchos análisis que acá no se conocen. En el Estado Islámico hay un montón de europeos (franceses, italianos, alemanes), muchos mercenarios de todo el mundo. ¿Quién los llevó? ¿Para qué sirve el dinero petrolero de Arabia Saudita, cómplice de la OTAN? La OTAN debe desaparecer. No sirve para ayudar a los pueblos sino que sirve para atacar países. Estamos viendo un genocidio en Irak y Libia, que no se estudian porque a nadie le importa. En Libia destruyeron a un país, hoy siguen matando a la población que todavía queda. Llegó el momento de parar esta carrera hacia la guerra. Hay que parar a los fundamentalistas que están operando en este momento. Y debemos denunciar también la complicidad de cierta parte del periodismo con estas guerras y matanzas, que con su accionar se convierten en partícipes necesarios.

¿Estamos en medio de una guerra de religión en Europa o es sólo otra operación de bandera falsa?

Por Gilad Atzmon/Traducción por S. Seguí - La matanza de París fue un crimen devastador contra la libertad y el derecho a la risa. ¿Pero fue realmente ejecutado por un grupo de lunáticos irracionales musulmanes, decididos a matar sin piedad por unas burlas a su profeta?
Los franceses deberían preguntarse qué llevó a unos miembros de su propia sociedad a cometer esos asesinatos a sangre fría contra sus conciudadanos. Deberían preguntarse por qué Francia ha estado echando bombas sobre los musulmanes. ¿Quién abogó con entusiasmo a favor de estas guerras "intervencionistas"? ¿Cuál fue el papel de Bernard-Henri Lévy, el abogado principal de la guerra contra Libia, por ejemplo?
¿Que fue todo aquel alboroto francés sobre el burka? ¿Quién dirigió esta guerra contra los musulmanes en el corazón de Europa? ¿Era realmente en nombre de la tolerancia?
La libertad y la risa son algo precioso, sin duda, pero ¿no fue el gobierno "socialista" francés quien acosó y consiguió la prohibición del mejor y más exitoso comédien de Francia, Dieudonné M'bala M'bala, porque éste satirizó la religión del Holocausto? ¿Quién empujó al gobierno francés a adoptar medidas tan duras contra un artista? ¿No fue el CRIF, el grupo de presión judío?
Si Europa quiere vivir en paz, podría considerar la posibilidad de dejar que otras naciones vivan en paz. Al seguir los caprichos de El Lobby habríamos reservado a París el destino de Alepo. ¡Ni quiera Dios!
Pero hay una narrativa alternativa que pone cabeza abajo nuestra percepción de esta desastrosa matanza de París.
Esta mañana, el joven de 18 años de edad Hamyd Mourad, sospechoso de ser uno de los tres terroristas involucrados en el ataque de ayer, se entregó a la policía en Charleville-Mezières. Según los informes, se presentó pacíficamente después de escuchar su nombre en las noticias. Y afirma que no tiene nada que ver con el evento de ayer. Extraño ¿no? En realidad, no.
A pesar de que todos los expertos en lucha contra el terrorismo están de acuerdo en que el ataque a Charlie Hebdo de ayer fue un trabajo profesional, parece bastante poco profesional para unos "terroristas altamente cualificados" dejar tras ellos su carnet de identidad. ¿Y desde cuándo un terrorista se lleva su documento de identificación a una operación? Una posible explicación sería que los supuestos terroristas necesitaban unas horas extras para salir de Francia o desaparecer. Tenían que engañar a la policía y los servicios de inteligencia franceses para que éstos dirigiesen la búsqueda hacia lugares equivocados y personas equivocadas. ¿Es posible que simplemente “plantaran” una tarjeta de identificación robada o falsificada en el coche que dejaron atrás?
Si este fuera el caso, es posible que el ataque de ayer no tuviera nada que ver con el "terrorismo jihadista. Es muy probable que ésta haya sido otra operación de bandera falsa. ¿Quién podría estar detrás de todo ello? Usa tu imaginación.

Commenti   

+1 #1 Francesca 2015-02-02 10:54
Anche Jean-Marie Le Pen, fondatore del Fronte Nazionale francese, in una intervista ai media russi ha dichiarato che l'attacco a Charlie Hebdo è stato orchestrato da “agenti nordamericani e israeliani” con la compiacenza delle autorità francesi.
La questione essenziale non è certo la difesa di una generica “libertà di espressione”, quindi anche IO NON SONO CHARLIE . Qui si tratta di comprendere che, per l'ennesima volta, ci troviamo di fronte alla strumentalizzazione delle contraddizioni da parte delle potenze imperialiste che, per creare delle condizioni favorevoli all'affermazione dei loro interessi, non esitano neanche un momento ad utilizzare la violenza terrorista
Citazione

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Articoli

Link

banner ilmiositojoomla

 aacbanner