bn1In Israele aumentano le divisioni sulla legge del “carattere ebraico”
Preoccupati del fatto che il progetto di Benyamin Netanyahu faccia apparire al mondo intero Israele per quello che realmente è, cioè uno Stato razzista basato sull'apartheid, alcuni politici israeliani hanno manifestato contro quella proposta.

Uno degli oppositori di tale proposta è il presidente israeliano Reuven Rivlin che ha dimostrato per la prima volta la sua opposizione adottando una posizione contraria a quella del primo ministro Netanyahu.

Gli arabi israeliani rappresentano attualmente il 20% della popolazione di Israele, calcolata in 8,2 milioni e vengono puntualmente trattati come cittadini di seconda classe. L'approvazione di tale legge cristallizzerebbe in ambito legale e teorico una situazione che già esiste nella pratica.

Il professore di diritto Mordechai Kremnitzer considera che questa legge farà sì che “il criterio ebraico prenda il sopravvento su quello democratico e che ciò lederà l'uguaglianza teorica di diritti tra tutti i cittadini”

Questo progetto di legge si propone di definire Israele all'interno della Costituzione non come Stato “ebraico e democratico” ma invece come “lo stato nazionale del popolo ebraico” . Ciò significa che solo gli ebrei possono essere a pieno titolo considerati cittadini di Israele a scapito dei cristiani e dei musulmani che hanno la nazionalità israeliana.

All'interno del governo israeliano, questa misura ha generato forti contraddizioni e timori sia per le conseguenze a livello internazionale che per l'immagine stessa della religione ebraica che in questo modo resterebbe vincolata definitivamente all'attestazione della supremazia religiosa diretta contro le altre confessioni, quella cristiana e musulmana

“La promozione di questa legge non comporta forse la messa in discussione della stessa impresa sionista?” si è domandato Rivlin, un ex deputato del Likud che è diventato presidente israeliano la scorsa estate. “Lo Stato si regge su due fondamenti. L'eliminazione di uno dei due porterà al crollo di tutto l'edificio” ha affermato, criticando inoltre il fatto che la legge “stabilisce delle differenze tra ebraismo e democrazia”

Anche la ministro di giustizia israeliana, Tzipi Livni, ha manifestato la sua opposizione alla legge ed ha sfidato il primo ministro a prendere la decisione di rompere la coalizione a causa di questa misura. “Questa legge non verrà approvata perché non siamo disposti a dare una copertura a una questione così controversa e polemica” ha affermato Livni. “Netanyahu dovrà decidere se è disposto a destituire i ministri di questo governo e a distruggere la coalizione per questo suo impegno a far approvare una legge che va contro a un Israele ebraico e democratico” ha affermato.

Anche l'ex presidente Shimon Peres si è pronunciato sulla legge del “carattere ebraico” e ha detto che si trattava di un tentativo di sconfessare la Dichiarazione di Indipendenza per andar dietro a delle necessità di politica congiunturale. “La legge del “carattere ebraico” potrebbe dividere la nazione e distruggere lo status democratico di Israele dentro e fuori del paese”

Per queste ragioni la votazione della legge nella Knesset che era stata già fissata è stata rimandata sine die.

Fonte: Agenzie di stampa

Commenti   

0 #1 Simon 2014-12-03 09:23
Infatti le conseguenze non si sono fatte attendere e Netanyahu 'licenzia' ministri...
http://www.repubblica.it/esteri/2014/12/02/news/netanyahu_licenzia_ministri_di_centro_israele_va_al_voto_-101966472/?ref=HREC1-16
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