07C'è una Roma che non accetta l’idea della città come terreno di conquista per la speculazione finanziaria. È la Roma che a fine febbraio è scesa in piazza con cinquemila persone e che oggi, documenti alla mano, ha deciso di portare la Giunta Gualtieri davanti alla giustizia amministrativa.

La battaglia per gli ex Mercati Generali di via Ostiense non è più solo una protesta di quartiere, ma una vertenza legale e politica che mette a nudo un sistema di "rigenerazione urbana" piegato agli interessi dei grandi fondi d'investimento.


Dalla marea umana alle carte bollate
Dopo il grande corteo che ha attraversato Ostiense e Garbatella, il Comitato Civico ha alzato il tiro. In una conferenza stampa presso la Città dell’Altra Economia, è stata annunciata la diffida formale al Sindaco, all’Assessora Segnalini e all’ANAC. Il motivo è chiaro: il progetto approvato non è la riqualificazione promessa per vent'anni, ma un’operazione finanziaria che il Comitato definisce, senza mezzi termini, condotta attraverso "carte truccate" e "legittimità apparente".


I numeri dello scandalo: uno studentato o un albergo di lusso?
I dati estratti dalla diffida rivelano uno squilibrio profondo tra l’interesse pubblico dichiarato e il profitto privato garantito. Il nuovo progetto, guidato dal fondo immobiliare statunitense Hines, prevede la realizzazione di oltre 2.056 posti letto, con canoni che arrivano fino a 1.050 euro al mese.
"Non è uno studentato per la città, è un polo alberghiero mascherato", denuncia il Comitato.

I numeri parlano da soli:
"Mix Funzionale": Lo studentato privato occupa ben il 61,1% dell'intera superficie edificata (oltre 52.000 mq), a fronte dello 0% previsto nel bando originale del 2003.
Spazi Pubblici vs Privati: Solo il 6,2% dell'area sarà realmente gratuito e fruibile per i cittadini (biblioteca, mediateca, centro anziani), mentre il restante 93,8% sarà a pagamento o privato.
Il canone irrisorio: A fronte di un investimento privato che mira a massimizzare le rendite, il Comune di Roma percepirà un canone annuo di soli 165.000 euro, una cifra ferma al 2006 e mai aggiornata, nonostante il valore della concessione sia stimato in circa 3,5 miliardi di euro nell'arco di 57 anni.

Le irregolarità giuridiche: un progetto senza gara
La diffida, patrocinata dall’avvocata Veronica Dini, evidenzia criticità che potrebbero invalidare l'intero iter. In particolare, si contesta la modifica sostanziale della concessione senza una nuova gara pubblica. Il raddoppio del valore del contratto (da 142 milioni a oltre 381 milioni di euro) e il cambio radicale di destinazione d'uso richiederebbero, secondo la giurisprudenza europea e nazionale, una nuova procedura di evidenza pubblica.

Inoltre, il Comitato denuncia:
1. L'assenza di un Dibattito Pubblico obbligatorio per legge per opere di questa entità, ma sistematicamente ignorato.
2. Mancanza di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA): il progetto non è mai stato sottoposto a VIA, ignorando l'ecosistema che in vent'anni di abbandono si è sviluppato nell'area (presenza di specie protette come il rospo smeraldino).
3. Danni ambientali già inflitti: gli interventi di "pulizia" di inizio 2026 hanno già distrutto parte della vegetazione spontanea e specchi d'acqua naturali lungo il corridoio ecologico Tevere-Appia.

Una lotta per il bene comune
Il valore degli ex Mercati Generali non può essere misurato in rendita finanziaria. Il Comitato chiede la revoca immediata della convenzione e l'apertura di un tavolo partecipato che restituisca l'area alla città come bene comune: un luogo di cultura, verde pubblico e servizi realmente accessibili, non un ghetto di lusso per pochi eletti.


Per sostenere questa battaglia legale, è stata lanciata una raccolta fondi straordinaria di 30.000 euro. È l'ultimo atto di una comunità che ha deciso di non restare a guardare mentre la propria città viene svenduta al miglior offerente. "Nati pubblici e pubblici resteranno": la sfida a Palazzo Senatorio è ufficialmente aperta.

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Fonte: redazione

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