A 20 anni dall’uscita del documentario “Baturitè – Il movimento Sem Terra del Brasile” di Giorgio Anastasio, Pierluigi Vecchio, Gemma Ciccone e Ivan Rossini, la Casa del Popolo di Gaeta (LT) La Casamatta ha organizzato una proiezione speciale con gli autori per testimoniare l’esperienza vissuta negli asentamentos brasiliani organizzati dal movimento che rivendica il diritto alla terra da parte di chi ci vive e la lavora: l’MST.
Il Movimento dei Lavoratori Rurali Senza Terra porta avanti una battaglia per la riforma agraria nel grande paese sudamericano sottraendo terre incolte ai latifondisti e restituendole ad un uso sociale e produttivo che ha cambiato la vita a centinaia di migliaia di famiglie.
Da oltre 40 anni, formano e organizzano comunità di base che si assumono la responsabilità di dirigere i necessari processi di trasformazione ed emancipazione della società brasiliana prendendo coscienza dell’esigenza di un progetto sociopolitico che cambi la correlazione di forze nella complessa e contraddittoria società brasiliana in cui enormi ricchezze sono nelle mani di poche persone appartenenti a potenti oligarchie, mentre la grande maggioranza della popolazione vive in condizioni di povertà, fame, ignoranza.
L’occasione è stata propizia per discutere dell’attualità e dell’universalità del messaggio dei Sem Terra anche con il contributo dell’attivista Aimone Spinola per il Centro di Informazione Ricerca e Cultura (C.I.R.C.) Internazionale, conoscitore del continente latinoamericano e invitato per l’occasione a contribuire alla discussione e ad analizzare la fase attuale dei processi di lotta a livello internazionale.
Il pubblico, variegato ed intergenerazionale, ha contribuito con interventi e domande mostrando interesse verso realtà apparentemente distanti ma con cui c’è forte empatia e condivisione di valori.
La mistica, il metodo, la formazione integrale degli integranti del MST hanno offerto lo spunto per riflettere anche sulla realtà italiana, orfana di un progetto politico, di un soggetto sociale e di un riferimento culturale che risponda alle esigenze e ai valori della grande maggioranza delle persone, dei lavoratori, dei settori che pagano il prezzo di una politica sempre più distante degli interessi popolari.
L’esempio brasiliano che recupera il bagaglio esperienziale offerto dalla storia, anche europea, è stimolante: sentire un contadino delle remote campagne brasiliane dominare le categorie gramsciane ed applicarle alla quotidianità nell’esercizio politico attivo per la tutela di propri diritti ha scosso dall’intorpidimento chi dovrebbe essere il naturale erede del grande politico sardo.
A conclusione dell’evento, oltre ad un appello “all’agitazione, formazione ed organizzazione” ed una esortazione all’unità delle forze progressiste, si è dato vita ad un momento di convivialità con cena brasiliana e Caipirinha.







